Il Resto del Carlino del 27/08/2008 ed. Ferrara p. 4
SULLA CIRCOLARE del direttore generale del Comune, Finardi, intervengono con una nota unitaria Angela Alvisi (Fp Cgil), Claudia Canella (Cisl Fp) e Sabrina Cerini (Uil Fp). «La circolare – spiegano – è figlia dei tempi. Il clamore che ne è derivato conferma questa tesi. Ed infatti se fosse stata davvero per raddrizzare l’andazzo della macchina comunale in quanto progetto di mandato del sindaco, avrebbe dovuto essere emessa fin dall’inizio del I mandato e non alla conclusione del suo II». Secondo le tre sigle sindacali «si torna alla tesi iniziale (e secondo noi al pregiudizio di base): la responsabilità dei mali del paese è da addebitarsi ai dipendenti pubblici per cui basta assumere provvedimenti amministrativi e disciplinari per risolvere ogni problema di inefficienza, di incompetenza, di arretratezza della pubblica amministrazione». Cgil, Cisl e Uil nei mesi passati hanno già spiegato in passato come risolvere i problemi della pubblica amministrazione: oggi ricordano come «agli amministratori spettino i compiti di indirizzo attraverso programmi e progetti di mandato; alla dirigenza quelli di direzione, di responsabilità del buon andamento e della trasparenza della pubblica amministrazione, di traduzione dei programmi e progetti delle giunte in obiettivi da raggiungere; ai dipendenti quello di realizzarli. Pertanto la dirigenza dovrebbe essere (messa) in grado di svolgere un ruolo secondo noi cruciale che somma le competenze tecnico-amministrative ad altre di organizzazione del lavoro. Purtroppo la dirigenza tende sempre più a non agire la responsabilità dell’organizzazione del lavoro perché molto scomoda in quanto necessita di sviluppare una buona relazione con i collaboratori, della capacità di motivarne e orientarne l’azione, di assegnare in modo chiaro compiti e obiettivi da raggiungere ma soprattutto perché implica saper distinguere in modo trasparente, saper valutare prestazioni lavorative che inevitabilmente sono differenti per impegno e qualità, richiamare coloro che lavorano poco o male, valorizzare le competenze e capacità che sono molto diffuse ma spesso non viste». Della circolare i sindacati avversano due aspetti di ordine più generale: «l’istituzione di un fantasmatico Servizio Ispettivo che rimanda un’immagine di inerzia lavorativa e di non rispetto delle regole per nulla reale e che sposta le responsabilità organizzative e direttive dalla dirigenza a soggetti diversi e indefiniti; la sollecitazione rivolta a tutti i dipendenti a prestare la massima attenzione a possibili abusi e ad aspetti comportamentali dei colleghi in relazione alle attività esterne, cosa che ancora una volta implica lo svuotamento di ruolo e responsabilità di coloro che istituzionalmente devono occuparsene». Per il resto, sostengono ancora i sindacati «la circolare non fa che ribadire aspetti regolamentari e comportamentali già in essere ai quali la gran maggioranza dei dipendenti comunali normalmente si attiene. Infine, proprio perché anche ai sindacati sta a cuore il buon andamento della pubblica amministrazione e l’erogazione di servizi di qualità, vogliamo cogliere questa occasione per chiedere al direttore generale di rendere pubblici gli elenchi nominativi dei dipendenti comunali (dirigenti e non) che sono stati autorizzati a svolgere attività esterne ed i relativi compensi oltre ai nominativi dei titolari di incarichi e consulenze assegnati dal Comune e le motivazioni che li sostengono». Ancora «proprio perché riteniamo che la trasparenza sia un valore in sé, invitiamo il Comune di Ferrara a intraprendere la strada degli avvisi pubblici tutte le volte che intende attivare collaborazioni (co.co.co.) e/o assegnare incarichi esterni così che tutti coloro che posseggono le competenze ed i titoli richiesti possano partecipare a colloqui selettivi. Per concludere, vogliamo ricordare che una pubblica amministrazione efficiente e moderna necessita di investimenti nella formazione delle risorse umane. Quanto spende il Comune per la formazione? Quali opportunità hanno i dipendenti per prendervi parte?».
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