Che furbetto quel Brunetta

Articolo di Emiliano Fittipaldi e Marco Lillo
il "ministro" Brunetta

il "ministro" Brunetta

La trasferta a Teramo per diventare professore. La casa con sconto dall’ente. Il rudere che si muta in villa. Le assenze in Europa e al Comune. Ecco la vera storia del ministro anti-fannulloni

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Chi di “circolare” colpisce…

Il Resto del Carlino del 29/08/2008 , di STEFANO LOLLI

E’ una specie di giallo, con tanto di colpi di scena – e detective improvvisati -, quello che tiene banco in Comune. Dove l’annunciato provvedimento del direttore generale Roberto Finardi, destinato a «stroncare» (parola compresa nello stesso atto pubblico) alcuni fenomeni e possibili abusi tra i dipendenti, sta suscitando un vespaio di reazioni. Alcune ufficiali, a partire da una dura presa di posizione dei sindacati della Funzione Pubblica; altre ufficiose, tra cui una sorta di… investigazione di alcuni lavoratori. Che focalizzano una curiosità legata agli incarichi professionali ed in particolare alle autorizzazioni al ‘doppio lavoro’. Proprio in concomitanza con la diffusione della ‘circolare’ che annuncia fra l’altro l’imminente revoca di tutti i permessi rilasciati in questi anni ai dipendenti municipali per attività collaterali ed esterne, la segretaria del direttore generale ha ottenuto l’ok per svolgere una ‘prestazione estranea all’ufficio’. Una singolarità, una semplice coincidenza o un fatto che dimostra, come insinuano i sindacati, che il provvedimento è lacunoso ed addirittura rappresenta uno spot pre-elettorale? Ma entriamo nel dettaglio. Il 16 agosto scorso, con l’atto dirigenziale 90/2008 (iscritto al protocollo generale con il numero 69936/08), la dipendente Maria Morena Giomo viene autorizzata a «svolgere prestazioni estranee per conto della Fondazione Museo Nazionale dell’Ebraismo italiano e della Shoah di Ferrara». Si tratta dell’organismo di cui fa parte, per istituto, anche il Comune che è promotore dell’importante iniziativa culturale; non si tratterebbe perciò di nulla di strano se la Giomo, segretaria del direttore generale Finardi, fosse delegata per conto dell’amministrazione a svolgere attività all’interno della Fondazione. Ma dal punto di vista tecnico, oltre che come vedremo per le spettanze, per il Comune si tratta dell’ennesima autorizzazione a svolgere di fatto un ‘doppio lavoro’; l’incarico, registrato dal protocollo informatico interno del Comune alle 11,56 dello scorso 11 agosto e ufficializzato come detto poi il 16 agosto, sarà infatti remunerato con circa 6 mila euro l’anno. Non una cifra clamorosa, ma il punto non è questo. C’è infatti chi evidenzia (tra i ‘cacciatori’ di anomalie) come la circolare di Finardi, oltre a limitare e regolare la pausa caffè, a disciplinare l’accesso del pubblico agli uffici e di fatto a proibire ai lavoratori di circolare per le sedi comunali con borse o borsette della spesa, preveda proprio da settembre la revoca di tutte le autorizzazioni a prestazioni esterne da parte dei dipendenti municipali. Ogni permesso rilasciato, ormai da anni a questa parte, si intende abolito e dovrà essere vagliato in maniera più severa; capiterà lo stesso anche con il contratto che la segretaria del direttore generale ha ottenuto proprio alla vigilia dell’ufficializzazione della ‘circolare’? Curiosità doppia, perchè a firmare il… lasciapassare per la Giomo verso la Fondazione della Shoah è proprio Finardi. Chiamato nei prossimi giorni a revocarglielo.

Nota unitaria di Angela Alvisi (Fp Cgil), Claudia Canella (Cisl Fp) e Sabrina Cerini (Uil Fp)

Il Resto del Carlino del 27/08/2008 ed. Ferrara p. 4
SULLA CIRCOLARE del direttore generale del Comune, Finardi, intervengono con una nota unitaria Angela Alvisi (Fp Cgil), Claudia Canella (Cisl Fp) e Sabrina Cerini (Uil Fp). «La circolare – spiegano – è figlia dei tempi. Il clamore che ne è derivato conferma questa tesi. Ed infatti se fosse stata davvero per raddrizzare l’andazzo della macchina comunale in quanto progetto di mandato del sindaco, avrebbe dovuto essere emessa fin dall’inizio del I mandato e non alla conclusione del suo II». Secondo le tre sigle sindacali «si torna alla tesi iniziale (e secondo noi al pregiudizio di base): la responsabilità dei mali del paese è da addebitarsi ai dipendenti pubblici per cui basta assumere provvedimenti amministrativi e disciplinari per risolvere ogni problema di inefficienza, di incompetenza, di arretratezza della pubblica amministrazione». Cgil, Cisl e Uil nei mesi passati hanno già spiegato in passato come risolvere i problemi della pubblica amministrazione: oggi ricordano come «agli amministratori spettino i compiti di indirizzo attraverso programmi e progetti di mandato; alla dirigenza quelli di direzione, di responsabilità del buon andamento e della trasparenza della pubblica amministrazione, di traduzione dei programmi e progetti delle giunte in obiettivi da raggiungere; ai dipendenti quello di realizzarli. Pertanto la dirigenza dovrebbe essere (messa) in grado di svolgere un ruolo secondo noi cruciale che somma le competenze tecnico-amministrative ad altre di organizzazione del lavoro. Purtroppo la dirigenza tende sempre più a non agire la responsabilità dell’organizzazione del lavoro perché molto scomoda in quanto necessita di sviluppare una buona relazione con i collaboratori, della capacità di motivarne e orientarne l’azione, di assegnare in modo chiaro compiti e obiettivi da raggiungere ma soprattutto perché implica saper distinguere in modo trasparente, saper valutare prestazioni lavorative che inevitabilmente sono differenti per impegno e qualità, richiamare coloro che lavorano poco o male, valorizzare le competenze e capacità che sono molto diffuse ma spesso non viste». Della circolare i sindacati avversano due aspetti di ordine più generale: «l’istituzione di un fantasmatico Servizio Ispettivo che rimanda un’immagine di inerzia lavorativa e di non rispetto delle regole per nulla reale e che sposta le responsabilità organizzative e direttive dalla dirigenza a soggetti diversi e indefiniti; la sollecitazione rivolta a tutti i dipendenti a prestare la massima attenzione a possibili abusi e ad aspetti comportamentali dei colleghi in relazione alle attività esterne, cosa che ancora una volta implica lo svuotamento di ruolo e responsabilità di coloro che istituzionalmente devono occuparsene». Per il resto, sostengono ancora i sindacati «la circolare non fa che ribadire aspetti regolamentari e comportamentali già in essere ai quali la gran maggioranza dei dipendenti comunali normalmente si attiene. Infine, proprio perché anche ai sindacati sta a cuore il buon andamento della pubblica amministrazione e l’erogazione di servizi di qualità, vogliamo cogliere questa occasione per chiedere al direttore generale di rendere pubblici gli elenchi nominativi dei dipendenti comunali (dirigenti e non) che sono stati autorizzati a svolgere attività esterne ed i relativi compensi oltre ai nominativi dei titolari di incarichi e consulenze assegnati dal Comune e le motivazioni che li sostengono». Ancora «proprio perché riteniamo che la trasparenza sia un valore in sé, invitiamo il Comune di Ferrara a intraprendere la strada degli avvisi pubblici tutte le volte che intende attivare collaborazioni (co.co.co.) e/o assegnare incarichi esterni così che tutti coloro che posseggono le competenze ed i titoli richiesti possano partecipare a colloqui selettivi. Per concludere, vogliamo ricordare che una pubblica amministrazione efficiente e moderna necessita di investimenti nella formazione delle risorse umane. Quanto spende il Comune per la formazione? Quali opportunità hanno i dipendenti per prendervi parte?».

Caro Carlino, a doverosa integrazione delle lettere pubblicate e inviate da al…

Il Resto del Carlino del 27/08/2008 ed. Ferrara p. 9

CARO Carlino, a doverosa integrazione delle lettere pubblicate e inviate da alcuni operatori comunali (per ciò che li riguarda) i ferraresi hanno appreso di retribuzioni (in Comune) nell’ordine di 1.300 euro al mese ed, in tal senso, vorrei specificare (unitamente ad innumerevoli colleghi e colleghe) che la media delle retribuzioni percepite dalle dipendenti e dipendenti comunali e di gran lunga al di sotto di quella cifra. Cifra che molti si sognano ed è “lontanissima” dalla realtà. Quanto poi ai giorni relativi alle ferie va osservato che, per la riorganizzazione degli orari, “pur lavorando sempre 36 ore settimanali”, le ferie sono state fatte scendere a 32 giorni: davvero una conquista… Va, inoltre, sottolineato che in più d’un contesto (ad esempio all’Anagrafe Centrale così come nelle anagrafi di quartiere) assistiamo addirittura al “tutt’altro che stimolante” fenomeno del “sottoinquadramento” cioè, a parità di funzioni, responsabilità e mansioni svolte nella pressochè totalità delle amministrazioni omologhe alla nostra il personale analogo è “inquadrato” (altrove tutti C, da noi un mare di B) e “retribuito” con paghe ben superiori a quelle che sono qua percepite. Come se non bastasse, oltre al deleterio “sottoinquadramento” siamo da poco reduci dall’aver visionato le “scandalose graduatorie” relative alle progressioni orizzontali laddove hanno prevalso (a parità di condizioni) quelle maestranze che hanno avuto (dalle proprie dirigenze valutatrici) la valutazione massima per il semplice fatto che “la dirigenza valutatrice” che li ha valutati elargiva il massimo del voto a tutti, “inquinando” così e “taroccando” di fatto gli effettivi meriti, progressioni e retribuzioni che dovevano risultare dal quadro complessivo. Ne conseguirà, per di più, che laddove (così com’è già accaduto) fossero prese a parametro negli anni prossimi le valutazioni appena divulgate, l’effetto inquinante delle stesse si protrarrebbe pure per il futuro. Circa poi le disposizioni ad oggetto dell’attenzione della circolare 3/08, alcune sono semplicemente “ribadite e reiterate visto” che esistevano già mentre altre paiono addirittura “draconiane” e non commisurate all’effetto che s’intende conseguire. Una rigorosa e massiccia applicazione delle stesse potrebbe addirittura avere effetti paralizzanti… Vi pare che un’operatrice che “tocca” e “maneggia” schede e libri talora vecchi d’un secolo (intrisi di veleni ed antiparassitari d’epoca anteguerra) e che giocoforza si lava le mani subito dopo esserne venuta in contatto possa o debba fare perdere tempo ai capi uffici pur d’avvertire od andare a scrivere che andrà in bagno 30 secondi? E, quando il sottoscritto arriva in ufficio con l’ombrello bagnato fradicio, mi si dica perchè non potrei più (come fino ad oggi ho fatto) inserirlo in una sportina per non sgocciolare o provocare rovinose cadute di terzi? Che senso ha tutto ciò? Quanto poi all’autentico clima da “caccia alle streghe” innescato in ambito locale, non poche colleghe e colleghi (di quelle e di quelli il cui acume e la cui intuizione sono inversamente proporzionali al proprio inquadramento) si chiedono quale “occulta strategìa” possa tutto ciò significare a pochi mesi dalle prossime elezioni: che sia un caso questa escalation “brunettizzatrice” in ambito locale proprio ora? Non c’è bisogno d’ispettori, nè di sceriffi, nè dell’ispettore Ginko, nè dell’ispettore Clouseau o di Sheridan, e neppure di Mata Hari per capire che l’invenzione del “problema dipendenti comunali” è una palese “forzatura” capziosa e surrettizia che, gettando il discredito su tutta una categoria ed accendendo i riflettori su problemi che di fatto non esistono assolve di sicuro ad altri scopi. La realtà è sotto gli occhi di tutti: le Dirigenze di fatto hanno già tutti gli strumenti che loro necessitano per provvedere ad una corretta ed oculata gestione della macchina comunale senza andare a costituire alcunchè d’ulteriore e gli ispettori non servono. Guy de Maupassant scriveva che i controlli sono “ragnatele” in cui rimangono impigliati gl’insetti piccoli ma che vengono “sfondati” da quelli grassi. Mentre perfino Arturo Bocchini, capo della Polizia Fascista dal 1926 al 1940 nonchè celeberrimo capo dell’Ovra fascista, asseriva che “Ogni controllore dovrebbe avere un ulteriore controllore” e che… in ultimo… e che i controllori sono indice di debolezza e d’incapacità! Che ci sia del vero? Per una totale applicazione dei contratti aziendali, per l’immediata proclamazione dello “stato d’agitazione” delle maestranze fino al rientro di tutti gli abnormi contenuti della 3/08, per la difesa attiva della dignità di tutte le lavoratrici e dei lavoratori del Comune di Ferrara, costantemente violata ed intaccata da tutte quelle dirigenze che anzichè gestirla, valutarla e valorizzarla correttamente, non adempiono, bensì attentano, ad ogni ipotesi d’equità, ponderazione, e dignità delle “risorse umane” loro affidate Alberto Lodi e numerosi colleghe e colleghi di diversi uffici comunali (pronti a votare, alla prossima assemblea comunale sindacale, “per alzata di sportina”)…

Dalla pausa caffè all’abitudine di… navigare su Internet, o ascoltare…

Il Resto del Carlino del 22/08/2008 ed. Ferrara p. 4

DALLA PAUSA CAFFÈ all’abitudine di… navigare su Internet, o ascoltare musica ‘online’. Non è ancora partita l’applicazione della prima circolare e il direttore generale Roberto Finardi ne annuncia un’altra, relativo all’utilizzo – ed agli abusi – degli strumenti di lavoro. «Chiederemo ai dirigenti di porre particolare attenzione all’uso di Internet, perchè abbiamo registrato il fatto che ci sono troppe postazioni aperte – spiega l’alto dirigente -, quasi mille complessivamente in tutto il Comune. E non tutte vengono impiegate per servizio: c’è chi scarica musica e film…». Impossibile sapere qualcosa in più, tutto è blindato dalla privacy. «Non c’è comunque alcuna frode perchè il collegamento è continuo – spiega Finardi -, ma dobbiamo porre un freno a questo fenomeno. Così come all’abitudine di ascoltare la radio ‘online’, fatto che rallenta la rete interna e rischia di produrre qualche disservizio». Oltre evidentemente a… rallentare anche la produttività dei dipendenti comunali: «Chiederò di selezionare sui computer in uso ai vari servizi i siti Internet che effettivamente servono per questioni di lavoro, poi lasceremo una-due macchine in ciascun settore completamente aperte per la navigazione». Da registrare però anche le reazioni tra i dipendenti. Ieri una troupe di Sky Tg 24 ha preso spunto dagli articoli del ‘Resto del Carlino’: «Abbiamo detto di non essere sorpresi, perchè molte di queste misure sono previste dalla legge e già rientrano nella giusta prassi dell’amministrazione – commenta Angelo Storari, uno dei lavoratori intervistati dal canale satellitare oltre che portavoce di ‘Grilli Estensi’ -; detto questo, questi comportamenti sono stati tollerati per anni ed ora, a sei mesi dalle amministrative, sembra essere scattata un’affannosa ricerca di consenso». Il sospetto perciò è che si voglia sviare l’attenzione da eventuali responsabilità politiche: «Diciamo che per la sconfitta di Waterloo – sorride Storari – nessuno ricorda i nomi dei soldati, tutti imputano la disfatta a Napoleone. In Comune invece sono i lavoratori a questo punto a dover dare il buon esempio di rigore, serietà ed efficienza…». Stefano Lolli

NON SONO IL… Brunetta del Municipio

Il Resto del Carlino del 22/08/2008 , articolo di STEFANO LOLLI ed. Ferrara p. 4
«NON SONO IL… Brunetta del Municipio, nè l’Ultimo Inquisitore. Sto cercando, però, di rispondere ad un’esigenza di giustizia che la maggior parte dei dipendenti invoca». Roberto Finardi, direttore generale del Comune, spiega la ‘circolare’ anti-fannulloni che sta suscitando scalpore dentro e fuori l’amministrazione. «Partiamo da un presupposto, di fannulloni in Comune ce ne sono pochi, penso che la macchina sia sana ma che debba recuperare efficienza. E soprattutto ispirarsi alla logica di tutti i normali posti di lavoro». Però quei fannulloni, pochi o tanti che siano, lei li vuole stanare. «Saranno i loro colleghi a farlo. Saranno soprattutto i dirigenti, primi veri responsabili e bersaglio, se mi consente, di questo provvedimento. Ispirato alla responsabilizzazione ed al buon senso». Che parte dalla lotta alla cosiddetta ‘pausa-caffè’. «Intendiamoci, non ci sono proibizioni o misure restrittive in vista. Ma c’è l’esigenza di far rispettare il principio che ciascun dipendente deve fornire 36 ore di lavoro: non sempre il cartellino ‘marcatempo’ serve, non sempre ci sono timbrature puntuali. Le dò un dato: se il 10% dei dipendenti comunali che escono per un caffè lo facessero senza timbrare l’uscita, a fine anno mancherebbero 7 mila ore di lavoro. In pratica in Comune ci sarebbero 4-5 lavoratori ‘fantasma’». Più severa anche la disciplina degli spostamenti di lavoro. «Cerchiamo di capire come vengono utilizzati, forse si riesce a concentrarli, a razionarli. Persino a eliminare quelli inutili. E’ evidente che anche sotto questo profilo toccherà ai dirigenti far rispettare le nuove regole, a partire dall’introduzione del ‘registro’ nel quale chiederemo, da settembre, di annotare tutte le uscite, i movimenti e le destinazioni». Poi ci saranno i ‘Clouseau’, gli… ispettori preannunciati nella circolare, a far scattare controlli e sanzioni. «Non ci nasconderemo dietro le colonne, non pedineremo nessuno! (Finardi ride, ndr) Diciamo che ci saranno verifiche abbastanza rigorose, a campione ed in qualche caso anche mirate, programmate ma non annunciate». Insomma, dei blitz. Non ha timore delle reazioni dei sindacati? «L’impianto della circolare è stato vagliato con cura, se i sindacati riescono a dimostrare che c’è qualcosa che va contro la legge sono pronto a discuterne. In realtà si tratta di misure tutte logiche, magari in qualche caso descritte in modo provocatorio, ma che solo in un contesto un po’ avariato possono essere ritenute illegittime». Però gli Ispettori rappresentano una bella curiosità. «Non c’è dubbio, ma lo sa che la loro istituzione è prevista da una delibera che la giunta ha approvato parecchi anni fa? Poi però nessuno ha mai dato efficacia a quel provvedimento…». Altro capitolo: il divieto di girare per gli uffici con la borsa della spesa. «E’ sicuramente il richiamo più forte della circolare, ma anche quello più difficile da sanzionare. Il fenomeno esiste, diciamo che il venerdì mattina bisognerebbe pregare perchè il mercato ambulante non fosse proprio sotto il Municipio. Ma battute a parte, sono certo che ai lavoratori del Comune non sfugge che c’è anche un’immagine esterna che sono chiamati a fornire: gli altri cittadini che li vedono tra le bancarelle, o che in ufficio accanto alla scrivania scorgono borse e borsette con maglioni o frutta e verdura, sa bene che cosa pensano della categoria». Perciò scatta il divieto. «Penso che tecnicamente sarà impossibile applicarlo. Diciamo che sarà cosa non gradita, poi se uno non si saprà trattenere dovrà essere il dirigente a intervenire con metodi dissuasivi…». Lei calca molto sui dirigenti. «Un dato: il 7% della loro indennità di risultato, è legato alla verifica su come si comporteranno con i dipendenti». Anche l’accesso agli uffici da parte del pubblico diventerà più complicato. «Non per il pubblico, per gli estranei. Differenza non irrilevante: in qualche caso sembra che il mercato sia dentro, e non fuori il Comune. Per questo riorganizzeremo il sistema, introducendo anche qualche nuovo ‘filtro’ agli uffici». Inevitabile il riferimento agli eventi più recenti, alle inchieste e agli arresti di alcuni tecnici. «Non necessariamente, anche se qualcosa si può pensare. In ogni caso, come per il ‘doppio lavoro’ e per la ’spersonalizzazione’ delle pratiche, siamo impegnati ad agire».

Fannulloni? Non sparate nel mucchio, per favore

La Nuova Ferrara del 20/08/2008 ed. Nazionale p. 15

Certi montaggi per illustrare la questione «fannulloni» mi fa venire in mente gli eloquenti ritratti di Prodi «lanciati» ogni sera dal telegiornale di Fede. Quindi abbandono per un attimo il solitario al video che rallegra le mie ore di ufficio – tra una visita parenti e l’altra – per esprimere il mio disappunto: intendiamoci, cinque minuti appena, che poi devo fare un salto a far la spesa.
Sono una dipendente comunale – ecco, l’ho detto, ho fatto «outing»!- Lavoro in questo Comune dall’1 settembre 1978 (30 anni di anzianità), e ho un contratto di Cat. D2, che significa che percepisco circa 1.300 euro (scarsi). Timbro il cartellino e lavoro 36 ore la settimana (su turni che comprendono anche il sabato pomeriggio), e svolgo un tipo di attività che presuppone un livello culturale medio-alto, motivazione, acquisizione di forti e specifiche competenze professionali, formazione continua, rapporto con l’utenza, relazioni con una vasta rete di referenti sul territorio, progettualità ecc., tutte cose che spesso comportano una discreta dose di «competenze trasversali», come per esempio «flessibilità», elasticità mentale, disponibilità ecc.
A volte faccio qualche ora di straordinario. Che nella maggior parte dei casi non viene retribuito, ma «accantonato» (fino ad un massimo di 60 ore: se «sforo» questo tetto, seppur per documentate necessità, semplicemente: non mi vengono conteggiate, insomma, le perdo, come è già successo a molti di noi); se la cosa può interessare, percepisco per ogni ora di straordinario ben 9 euro netti.
A tutto questo devo, per onestà, aggiungere un’altra voce: la «produttività» che ogni anno rimpolpa il mio portafoglio, premiando il mio impegno, i progetti speciali realizzati «oltre» al lavoro di routine, ed altri risultati che rappresentano un «valore aggiunto» il mio servizio: totale per il 2008: 371 euro netti.
A proposito delle ferie. Su un giornale veniva riportato in grassetto, in data 7 agosto u.s. il seguente titolo: «Comune: 15.000 giorni di ferie in un anno». Ora, io non vedo cosa ci sia di strano, da dover essere evidenziato i maniera quasi «scandalistica» nel fatto che i dipendenti comunali utilizzino i loro giorni di ferie. Anch’io vado in ferie: ebbene, sì – con grande sfacciataggine ogni anno mi «sparo» tutti, e dico tutti! i 36 giorni che il mio contratto mi garantisce; ma non solo: a volte mi prendo pure lo sfizio di ammalarmi: 4 giorni negli ultimi 3 anni.
Certo, io sono fortunata, godo di una discreta salute, cosa certamente non comune a tutti; intendo dire che comunque – vivaddio! – ammalarsi è ancora un lusso riconosciuto dallo Statuto dei lavoratori, come anche potersi assentare per accudire a parenti infermi (sempre le donne, naturalmente, in assenza e/o ad integrazione degli scarsi e spesso proibitivi servizi sociali), o utilizzare i permessi per maternità (e poi si dice che l’Italia è un paese con un tasso di crescita sotto zero).
Il malato è immaginario? Benissimo: seri, serissimi provvedimenti contro di lui ma anche contro il medico che gli ha fatto il certificato.
Ora: non voglio fare l’ingenua, so benissimo che esiste più di un episodio di malcostume, ma non solo nelle amministrazioni pubbliche!, il malcostume, la disonestà, la «furbizia» pare siano ormai elementi strutturali dell’italico Dna; d’altra parte, non è stato lo stesso attuale Presidente del Consiglio a dichiarare che chi paga le tasse è fesso?
E l’italiano è poeta, navigante e santo, ma.. fesso no!, perbacco.
Sono la prima – e non la sola, vi assicuro! – ad auspicare una ventata di onestà, trasparenza, riconoscimento del merito e censura dei comportamenti scorretti, competenza e responsabilità, valorizzazione delle professionalità – ma a tutti i livelli, in comune come dal bottegaio, per intenderci: perché lavorare in questo clima è davvero poco gratificante, in tutti i sensi, e perché questo in cui viviamo è sempre di più il paese delle banane, o dei cachi che dir si voglia, in cui si fa di tutta l’erba un fascio, e chi s’è visto s’è visto.
Nel frattempo mi piacerebbe che almeno la stampa non cedesse alla facile tentazione di esagerare con immagini e racconti che servono, dal mio punto di vista, solo ad accendere nell’immaginario collettivo una «caccia» al dipendente crapulone ed epicureo che, credetemi, nella maggior parte dei casi esiste solo nella mente del castigatore di costumi di turno.
Rita Vita Finzi Dipendente del Comune di Ferrara presso l’Informagiovani

Le telecamere di Sky in Comune per un servizio sui «fannulloni»

La Nuova Ferrara del 22/08/2008 ed. Nazionale p. 13

Ieri sul Comune si sono accesi i riflettori di Sky tg24. I giornalisti del notiziario nazionale sono venuti a vedere come si svolge la vita negli uffici municipali, dopo la tempesta scatenata dalla circolare anti fannulloni del dirigente comunale Roberto Finardi. Non hanno trovato però l’autore del comunicato che è in questi giorni, ironia della sorte, assente per le ferie. C’erano invece gli impiegati che hanno potuto così manifestare la loro completa disponibilità, oltre a una certa indifferenza per un documento che non aggiunge nulla. Poi, a telecamere spente, è venuto fuori il resto. C’è chi è infastidito dall’atteggiamento volto a sparare sul mucchio più che a cercare i colpevoli. Altri dicono che i fannulloni hanno le protezioni giuste all’interno del Palazzo, altri che gli scansafatiche sono i dirigenti, altri che il provvedimento è un operazione di immagine che arriva «casualmente» in scadenza di mandato.
(link al video)